| DIEGO, 5 LUGLIO 1984. | | | In breve: |  L’orologio dello stadio “San Paolo” si fermò alle 18,31 quando dal sottopassaggio, che allora era sotto la Curva A, sbucò il piccolo artista di un metro e 68, una gran testa di riccioli neri, due gambe massicce. Indossava pantaloni chiari di una tuta, una maglietta bianca sponsorizzata dalla Puma, una sciarpa azzurra e, ai piedi, scarpette da ginnastica. Il boato dello stadio si propagò per tutti i Campi Flegrei e salì sino alla collina di Posillipo. Fuochi di ogni colore furono accesi sulle gradinate, fumogeni potenti sprigionarono grandi nuvole azzurre. Per quel giorno tanto atteso di venticinque anni fa, il 5 luglio 1984, un giovedì, la frenesia e l’entusiasmo cominciarono dal mattino. Nel quartiere di Fuorigrotta e sul piazzale Tecchio, sorse d’incanto un paese festoso di bancarelle, negozi ambulanti, motocicli col rimorchio scoperto, e fu una sagra di bandiere e magliette azzurre, palloncini dello stesso colore, trombe, cassette musicali coi primi inni di baldoria, poster del campione tanto atteso col suo nome e il magico numero 10, tutto un commercio improvvisato dall’artigianato volante dei vicoli. Si vendettero bandiere lunghe otto metri. Alfredo De Leva, pittore salernitano di madonne sui marciapiedi, compose sull’asfalto coi suoi gessetti colorati un gigantesco ritratto del riccioluto ragazzo argentino. Pagando mille, duemila e tremila lire per i tre ordini di posti dello stadio, settantamila napoletani riempirono il “San Paolo”. Mimmo Carratelli . | | |
| ARRIVEDERCI . | | | In breve: | E’ arrivato, quel momento. E non è quello delle parole. E nemmeno quello delle polemiche. E’ arrivato, quel momento. E’ arrivato il momento di meditare, di riflettere. Il momento delle emozioni che non finiscono più, dei pensieri che scorrono come un fiume in piena, Il momento dei silenzi. I silenzi che raccontano tanto, forse troppo. Salvatore Carmando. Trentacinque anni al servizio dei napoletani. La bandiera. Salvatore Carmando. Quello che correva in campo quando Maradona appoggiava la mano sulla gamba. Quello degli scudetti e della Coppa Uefa. Quello delle retrocessioni e del fallimento. Quello che andava a comprare i palloni assieme al Pampa Sosa. E’ arrivato, quel momento. Quello che più si avvicinava, più sembrava non arrivare mai. Se ne và in pensione, Sasà Carmando. Dopo una vita al servizio di Napoli. Dopo tanti successi, tante vittorie, tanti capolavori. Dopo esser diventato l’idolo della gente. Quello che non scendeva in campo con la squadra fisicamente, ma lo faceva con il cuore. Và in pensione, e non ha voglia di parlare. Marco D'Arienzo / ArciereInVacanza | | |
| Un pandeVmonio di emozioni.. | | | In breve: | Continua a delinearsi, il nuovo Napoli. Piano piano. Si fa sempre più interessante. Competitivo. Sono quattro, i colpi già messi a segno. Quagliarella, quello ad effetto. Il bomber da venti milioni che aspetti da una vita. Quello spettacolare capace di fare impazzire la sua gente. Perchè per chi è nato in zona, giocare a Napoli ha un sapore speciale. Quagliarella, ma non solo. Cigarini, Campagnaro. Quantità , qualità e fantasia. Un pacco da quaranta milioni, e forse anche qualcosa in più. Vuole crescere, il Napoli. Diventare ancor più competitivo. Vuole recitare una parte ancor più importante, nel palcoscenico già prestigioso della serie A. Marco D'Arienzo/ArciereInVacanza. | | |
| Cronaca di una fuga annunciata . | | | In breve: | Il tempo di una fuga. Quello di mettere a posto le valigie, e scappare via. Quello necessario per ritornare in Argentina e lasciare Napoli. Per un giorno, due, o forse per sempre. Il tempo di una lettera. Poche righe, ma significative. Il tempo di abbandonarsi ad una penna, facendosi consigliare un po’ dal cuore e un po’ dalla ragione. Il tempo di scrivere qualcosa, perché tenersi tutto dentro fa troppo male. Una lettera, un messaggio. Indirizzato a chi in due anni non gli ha fatto mancare mai nulla . Un modo come un altro per dimostrare che Napoli è nel suo cuore. Parole d’affetto per i tifosi, d’amore per la città , di sdegno per la società . Parole, pensieri, sensazioni. Per provare a dare una spiegazione che forse non c’è. Marco D'Arienzo/ArciereInVacanza. | | |
| I guerrieri della serie C . | | | In breve: |  Napoli - I piccoli, grandi guerrieri della serie C, i ragazzi delle trasferte a Gela, Lanciano, Frosinone, quelli delle maglie sudate e sofferte, il capitano Montervino, l’uruguayano Bogliacino e il brasiliano Pià , stoppano ogni contestazione nell’ultima, inutile partita contro il Chievo andando a segno nella prima mezz’ora (3-0 al “San Paolo”). Il Chievo, già salvo, non fa una piega. Entra tardi in partita, e quasi mai con convinzione, e lascia al Napoli di chiudere dignitosamente lo stralunato girone di ritorno dopo l’entusiasmante cavalcata dell’andata. Seconda vittoria di Donadoni in undici gare d’esperimenti. Mimmo Carratelli . | | |
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| Sasà Carmando . | | | In breve: |  Salvatore Carmando, salernitano del rione Carmine, classe 1945, in gioventù terzino nelle giovanili della Salernitana, Sasà per tutti noi che gli vogliamo bene, vanta la seconda più lunga carriera di massaggiatore nel Napoli, succedendo ad Andrea Di Meo nel 1976, ma già negli spogliatoi azzurri due anni prima. Secondo per presenze solo al mitico Michelangelo Beato, massaggiatore di prima dell'ultima guerra, già ai tempi di Garbutt, sino al 1969. Carmando è stato trentacinque anni nello spogliatoio e sulla panchina della squadra alla quale ha dato tutto il suo entusiasmo, le mani miracolose, e poi onestà , lealtà , simpatia. 1388 partite di campionato senza contare le gare di coppa. Piccolo, eternamente abbronzato, sempre disponibile, diventa popolarissimo per i baci portafortuna che Maradona gli stampava sulla fronte prima di ogni partita. Lui ricambiava dicendo al pibe: "Dio ci guarda, vai grande Diego". Il pibe lo volle come massaggiatore personale ai Mondiali 1986. Massaggiatore della nazionale italiana di Azeglio Vicini al Mondiale 1990, poi con Sacchi ai Mondiali 1994 negli Stati Uniti. Mimmo Carratelli . | | |
| INDEMONIATI..! | | | In breve: | Eccolo qui. Juan Camilo Zuniga. Il colombiano che non conosce la stanchezza. Ventitre anni. Prestanza fisica e piede da invidiare. Giusto mix di qualità e quantità . Il Cafù del Chigorodó. E’ lui, il quarto colpo del Napoli. Quello per il presente, e soprattutto per il futuro. Zuniga, senza dimenticare De Sanctis. Il portiere della nazionale. Quello che stava per firmare con il Genoa, e poi ha preferito il Napoli. Altri due colpi. Due tasselli importanti per il Napoli che sarà . Quarto e quinto acquisto, in attesa del botto finale. Marco D'Arienzo /ArciereInVacanza | | |
| E Marino si prende la sua rivincita umana e professionale. | | | In breve: |  Operazione Nettuno. Napoli col tridente. Torna Lavezzi, si insegue Di Natale. OplĂ . Di Natale-Quagliarella-Lavezzi. Fuochi pirotecnici lĂ davanti. Due giocolieri sugli esterni, un cannoniere al centro che sa inventare i gol come pochi. Sventole spettacolari. Comincia a vedersi la mano di Donadoni. Costruire una squadra con un preciso progetto tecnico e tattico. Tassello dopo tassello. Si rinforza la difesa con l'argentino Campagnaro (oh Campagnaro bello, tu sei il reginello Â…). Marino, di cui abbiamo detto tutto il male possibile, opera in silenzio. E' la sua rivincita umana e professionale. De Laurentiis sovrintende. Mimmo Carratelli . | | |
| Q-U-A-G-L-I-A-R-E-L-L-A-! | | | In breve: | L’ha fatto. Ha firmato. Dopo voci ed indiscrezioni, finalmente il nero su bianco. Fabio Quagliarella è un giocatore del Napoli. Lo scrive TuttoNapoli in homepage, lo vocifera la gente per le vie. Lo afferma Marino con orgoglio, lo ammette Pozzo con una punta di malinconia. E’ la notizia che fa scalpore. Quella che scatena le fantasie dei tifosi. Fabio Quagliarella è del Napoli. Lo gridano per le radio, per le televisioni. Perché non è una notizia come tante, e non può essere considerata tale. Il colpo della rinascita. L’affare per ripartire da quello che doveva essere e che invece non è stato. Da Castellammare con furore. Marco D'Arienzo/ArciereInVacanza. | | |
| Facciamoci coraggio . | | | In breve: |  A Catania, penultima gara di campionato, il Napoli scompare nella ripresa, anche con l’impiego nel finale di Lavezzi e Gargano, e becca la sedicesima sconfitta della stagione, la dodicesima in trasferta, la quarta con Donadoni su dieci partite. Era un tranquillo match da 1-1, il risultato del buon primo tempo. Negli ultimi sei minuti, la batosta. Ma ci mette lo zampino l’arbitro fiorentino Baracani inventando il rigore del raddoppio catanese. In area, Martinez cicca clamorosamente la palla cadendo, vicino a lui c’è Santacroce. Baracani attribuisce al terzino azzurro la caduta dell’uruguayano del Catania. Segna Mascara dal dischetto e, nel recupero, il giovanissimo Falconieri inventa il 3-1 con un tiro-jolly. Mimmo Carratelli . | | |
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